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L’assoluto come unità molteplice: Brocchi prepara il Cosenza con un occhio alla sfortuna

Occorre connettersi con la realtà, non è il caso di smanettare per leggere il futuro, semmai c'è da annusare i pericoli che situazioni borderline possono scatenare nel presente: perché tra le stanze di Monzello...

Niccolò Anfosso

Occorre connettersi con la realtà, non è il caso di smanettare per leggere il futuro, semmai c'è da annusare i pericoli che situazioni borderline possono scatenare nel presente: perché tra le stanze di Monzello rimbomba il concetto che la sfida col Cosenza è di quelle da non fallire tanto per la classifica quanto per la consapevolezza di voler riprendere nel migliore dei modi il cammino, aggredendo la ruota posteriore dell’Empoli per non perdere il contatto con la testa. 

ASSOLUTO, RAGIONE E SFORTUNA. L’assoluto è un’unità molteplice indistinta tra i singoli e il collettivo: è la ragione che, fissando le idee, cerca di riconoscersi nella realtà oggettiva che le si presenta davanti provando a realizzarsi nella sostanza reale. È così che Brocchi intende osservare la natura degli attrezzi a disposizione per ricercare leggi universali e modulare le scelte di formazione sfogliando con cura il ventaglio dei giocatori che vede sfrecciare a tutto gas in allenamento. Tenendo sempre ben aperto l’occhio della sfortuna, perché quando tutto sembra andar bene, al di sotto della superficie c’è un tarlo profondo che corrode le certezze oscure: non ci voleva l’infortunio di Balotelli, agganciato dalla nebulosa astrattezza che l’ha avvolto nel riscaldamento della gara con il Lecce, essendo ora alle prese con lo stiramento e indisponibile per l'appuntamento di sabato pomeriggio. È probabile anche lo stop con il Brescia, poi si continuerà a monitorare la situazione in attesa che il recupero sia completato e possa tornare a disposizione senza rischi ulteriori.

IL TRIDENTE. Eseguita la condanna al trequartista che portava prevedibilità e soprattutto staticità nell’impronta centrale dello sviluppo d’impostazione, ecco Brocchi aggiustare i rapporti con la realtà razionalizzando le pedine per allargare le maglie avversarie e fornire ampiezza e dinamismo alla fluidità di gioco. Si è così passati al 4-3-3 che ha permesso ai biancorossi di distribuire il carico di produzione offensiva secondo la logica del profitto, con il coordinamento degli sforzi e il mantenimento dell’identità strutturale basata sulla linea del possesso palla dinamico. La certezza del tridente verso il Cosenza si chiama Kevin Prince Boateng, pronto a caricarsi sulle spalle i venti metri finali guidando le operazioni di finalizzazione. Si candida poi a pieno titolo il danese Gytkjaer per sostituire Balotelli, con Dany Mota che sarà valutato in questi giorni dopo l’affaticamento muscolare. Se il portoghese non dovesse farcela, si scalda il fosforo agonistico di Frattesi.