Arrivò a Monza non più giovanissimo, calcisticamente parlando. Emanuele Cancellato di anni ne aveva 32 quando la società biancorossa lo acquisto dal Carpi. 

Estate 1996: dopo due stagioni di calcio-champagne che non ha però prodotto i frutti sperati, il presidente Giambelli sceglie Giorgio Rumignani per sostituire Simone Boldini in panchina, il Monza ritenta così la scalata alla serie B che manca da due anni.

Cancellato, nel corso della sua dignitosa carriera, di gol ne ha sempre segnati parecchi, ma in Brianza durante il campionato i suoi numeri non sono così esaltanti: sette marcature in trentacinque gare.

Il gol più importante, l’ottavo, lo realizza però nella finale play-off contro la sua ex squadra, il Carpi, sul campo neutro di Ferrara, 15 giugno 1997.

“Ricordo bene quel giorno – afferma Cancellato – c’era tanta gente e sentivamo bene l’incitamento costante dei nostri tifosi assiepati in Curva Ovest.”

La partita si sblocca al minuto 41 grazie a Pietranera, attaccante quasi anonimo per tutta la stagione ma che si è sbloccato in semifinale segnando al Brescello sia nella gara di andata che in quella di ritorno. La gioia però dura poco perché Alfieri dopo due minuti rimette in carreggiata il Carpi. Agli emiliani basterebbe un pari per raggiungere la serie B in virtù del migliore piazzamento in regular season. Palla al centro e tutto da rifare. Passano una manciata di secondi e Tonino Asta, in precario equilibrio, serve un assist al bacio per Cancellato, che in mezza rovesciata fa 2-1!

“Grande giocatore Tonino – ricorda Lele – ogni tanto ci sentiamo ancora. Lui realizzò il gol del 3-1 a inizio ripresa, poi accorciò le distanze Lunardon e ci toccò soffrire fino all’ultimo, ma poi festeggiammo la promozione insieme ai nostri tanti tifosi che ci avevano seguito a Ferrara. Il Carpi era davvero un’ottima squadra (allenatore Gigi De Canio, NdR), ma a gennaio aveva ceduto due difensori, Materazzi al Perugia e Pivotto alla Roma e si era probabilmente indebolito.”

Che ricordi hai di quella splendida annata?

“Beh, eravamo un bel gruppo con tanti giovani promettenti, Bega, Falsini, Milanetto, Crovari, accanto a ‘vecchietti’ come me e Saini. E poi c’era Asta, simpaticissimo e molto spiritoso."

Sulla panchina del Monza, nel giorno del trionfo a Ferrara, c’era Gigi Radice, subentrato a Rumignani dopo la sconfitta interna contro il Montevarchi alla 26° giornata.

“Un uomo molto carismatico e competente” ricorda Cancellato.

Ma l’avventura di Lele a Monza dura solo una stagione: nell’estate del ’97 l’attaccante viene ceduto alla Spal, ritornerà alla corte brianzola nel gennaio del 2002 per restarci un altro anno e mezzo.

“Un ritorno amaro, la società era allo sbando e noi in campo ne risentivamo. Fummo retrocessi in C-2 e nella stagione successiva non riuscimmo a centrare i play-off.”

Cosa fai attualmente?

“Da anni vivo a Bari, la città in cui sono nato (nel 1964, Ndr) e curo il settore giovanile in una società cittadina, mi piace lavorare con i bambini e la passione per il calcio è ancora tanta. Sono molto contento per la promozione del Monza in serie A avendo vestito anch’io la casacca biancorossa. Se lo merita la città, i tifosi, se lo meritano Berlusconi e Galliani per tutto ciò che hanno fatto per la società e per il calcio in generale.”

Sezione: Esclusive / Data: Mer 13 luglio 2022 alle 09:13 / Fonte: di Gianni Santoro
Autore: Redazione Tuttomonza
vedi letture
Print