0 punti dopo cinque giornate, l'impatto con la Serie A è stato tremendo. Il calendario era proibitivo, lo sapevamo, ma dal Monza era lecito aspettarsi qualcosa in più. Siamo soltanto l'inizio, il campionato è lunghissimo e il quartultimo posto dista soltanto 2 punti, presto quindi per celebrare il funerale dei bagaj ma quanto visto in campo in queste prime giornate non può davvero bastare. Non siamo più in B, per essere competitivi veramente serve molto di più sotto tutti i punti di vista.

Ciò che mi preoccupa di più la mancanza cronica di gioco (che ci trasciniamo, playoff a parte, già dalla passata stagione) e la crescita troppo lenta di un gruppo che sulla carta ha parecchie qualità ma che non riesce a dimostrarle quando c'è da fare sul serio. Una neopromossa dovrebbe metterci più grinta, più determinazione ma il Monza non pare così affamato come dovrebbe. Motivazioni? La società, puntando al decimo posto, ne ha date.

Anche ieri un buon inizio, due occasioni da gol sprecate poi il crollo verticale, con l'Atalanta abile ad approfittarne. Dal gol di Højlund, evitabile come d'altronde anche l'autorete di Marlon, in poi è stato un monologo della Dea. 

Nessun miglioramento tangibile dal punto di vista della costruzione della manovra. Il Monza continua ad affidarsi all'estro dei singoli, a Sensi e Caprari che ancora non sono stati in grado di prendere veramente per mano i compagni. Qualcosa di buono hanno fatto Rovella e Dany Mota, i soli a crederci veramente, e Colpani, subentrato nella ripresa con il giusto piglio. Per il resto poco altro da segnalare se non i soliti errori difensivi che si ripetono da giornate.

Quello a disposizione di Stroppa non è di certo uno squadrone, come qualcuno entusiasticamente affermava i primi di agosto, ma nemmeno una squadretta incapace di reggere l'urto con la massima serie. Non ci si può quindi accontentare di averci provato, di aver tenuto un tempo. Essere da Serie A richiede certamente tempo ma anche e soprattutto idee. Idee che però ad oggi fatico ad intravedere. 

Domenica lo scontro diretto il Lecce, un crocevia che segnerà in un verso o nell'altro il destino del tecnico. Incassata la fiducia ora deve iniziare a fare punti altrimenti l'esonero sarà inevitabile.  Da Stroppa e dalla squadra si attendono risposte concrete, una svolta netta che deve arrivare per forza al più presto, prima che la classifica si allunghi e il divario si faccia ampio.

In chiusura. Sento e leggo parecchie critiche alla società, ingiuste a mio parere. Le responsabilità di certo non sono di Berlusconi e Galliani che hanno fatto il possibile per allestire una rosa competitiva, per portare in Brianza giocatori di alto livello. È stato preso tutto il prendibile, puntando su un gruppo di italiani di valore. Cosa si poteva fare di più? Non bisogna mai dimenticare che prima dell'arrivo di questa proprietà il club galleggiava tra la D e la C, senza una minima ambizione o possibilità di scalata. A chi ci mette molto di tasca sua andrebbe detto grazie, Monza non è il Milan e già quanto è stato fatto ha del miracoloso. Alla dirigenza va da ta estrema fiducia.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 06 settembre 2022 alle 13:00
Autore: Stefano Pontoni
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