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A Lecce senza Dany Mota, prova di maturità per il Monza

Maneggiare con cura e convinzione. Il tesoro dello scalpello Monza è opera che ha nell’incompiutezza la miglior qualità, perché c’è sempre margine per un nuovo tocco d’autore. Non ha senso girarci...

Niccolò Anfosso

Maneggiare con cura e convinzione. Il tesoro dello scalpello Monza è opera che ha nell’incompiutezza la miglior qualità, perché c’è sempre margine per un nuovo tocco d’autore. Non ha senso girarci attorno, quando è tutto così limpidamente scritto in quell’orizzonte vario in cui è difficile trovare confini: c’è nell’aria, ma è sottile e quasi impercettibile, un clima vagamente festaiolo, perché la lezione di calcio alla Salernitana ha dato dalle parti di Monzello ulteriore fiducia all’ambiente staccando il pass d’accesso per schizzare con prepotenza nei quartieri alti. 94 minuti di splendore e sacrificio, per approdare sul ponte del balzo verso il futuro.  

GUARDARE AVANTI. Ignorando il passato dopo averne scomposto gli errori. Le rivoluzioni, a volte, vengono imposte: la novità del 4-3-3 è germogliata dopo la disfatta di Reggio Emilia che ha fatto scattare la scintilla portando energia fresca, voglia di cambiare ritmo e il giusto umore per affrontare le insidie con spregiudicatezza. L’esame del Via del Mare rappresenta per la truppa di Brocchi un’altra occasione per osare e volare: “Il Lecce ha un grande organico - spiega il regista Barberis -, sarà una gara molto complicata”. Nel ciclo delle rotazioni d’elementi ha spesso visto la panchina il centrocampista ligure, incapace di trovare continuità e fluidità nel palleggio per governare con padronanza e sicurezza la mediana come aveva ben fatto l’anno scorso a Crotone disegnando traiettorie armoniose per trascinare i pitagorici alla promozione. 

ASSENZA PESANTE. Stare negli equilibri tattici e nei principi degli schemi è la riproduzione per avvolgere la manifestazione di gioco nel limbo dei sogni. L’ingrediente chiave sarà l’approccio nell’azzannare la gara con l’immediatezza del tocco verticale, la velocità di pensiero e l’inventiva offensiva per trovare imbucate profonde e generare la luce sugli esterni cogliendo di sorpresa la retroguardia pugliese. Mette in ordine le idee Brocchi, che dovrà fare a meno della gemma più preziosa Dany Mota, out per un problema all’adduttore che sarà valutato nei prossimi giorni. Per evitare d’accecare la creatività della manovra scalda il motore Frattesi, voglioso di farsi trovare pronto alzandosi sulla linea del tridente per affiancare nei metri finali Balotelli e Boateng. Le montagne russe avevano sfiancato l’andamento dei biancorossi, quasi falcidiati nella bolla della discontinuità. Su e giù dentro una snervante altalena, mica facile da gestire con le pressioni e le aspettative della dirigenza. Adesso l'identità strutturale ritrovata e il desiderio palpitante di volare sulla spinta del coraggio. Con allegra spensieratezza per inseguire l’arcobaleno, sistemando gli avversari dinnanzi alla vetrina per fargli ammirare il gioiello.