Un Monza profondamente rinnovato, un gruppo giovane che sta imparando a conoscersi e la voglia di costruire qualcosa di importante. Samuele Birindelli racconta il momento dei biancorossi rispondendo direttamente alle domande arrivate dai tifosi sui social. Un'occasione per parlare di campo, spogliatoio, compagni e anche di qualche curiosità più personale.

La prima domanda è inevitabilmente sul nuovo Monza e sulle sensazioni all'interno dello spogliatoio. Birindelli non nasconde la propria soddisfazione per il percorso intrapreso dal gruppo.

«Le vibes sono buone. Siamo un gruppo nuovo, la società ha voluto comunque cambiare tanto e penso che sia stata brava  perché siamo tanti giovani e non è facile comunque ambientarsi e ottenere dei risultati da subito in maniera così veloce».

Tra le domande dei tifosi c'è anche quella sul ruolo di capitano. Birindelli precisa subito la situazione:

«Il capitano è Pes, io ne faccio le veci però mi dispiace farlo in questa situazione per Matte, che sta attraversando un infortunio e sappiamo che alla fine lo aspettiamo. È sicuramente un onore».

Inevitabile anche una domanda su Ivan Juric e sulla caratteristica che più ha colpito Birindelli nei primi mesi di lavoro con il tecnico.

Juric? «Sicuramente la dedizione al lavoro e poi anche il fatto che sia uno molto diretto, molto sincero, sia a livello umano ma anche professionale».

Le domande dei tifosi hanno portato Birindelli anche fuori dal rettangolo verde.

"Quale sarebbe stato il suo piano B se non fosse diventato un calciatore?"

«Questa è una domanda difficile perché ho tante cose che mi piacciono, ma non so se probabilmente avrei intrapreso certe strade se non avessi giocato a calcio. Sicuramente mi piacciono un sacco il mondo degli investimenti, la conoscenza, le startup, gli investimenti immobiliari, la finanza. Insomma, questo mondo mi affascina e mi piace».

Tra i ricordi più belli con la maglia del Monza, Birindelli sceglie il suo primo gol, arrivato proprio contro la Juventus.

«È stata una liberazione sicuramente il ricordo più bello, ti dico il primo gol, che ho fatto qua in casa, poi con la Juve, quindi ha un sapore speciale».

"Tra i nuovi compagni arrivati a Monza, invece, ce n'è uno che ti ha sorpreso particolarmente?"

J. Robinson per quello che avevo visto comunque nei primi giorni, mai avrei pensato che potesse avere un livello così alto in partita. Invece mi ha stupito perché veramente ha dimostrato di essere un giocatore veramente forte, nonostante la sua giovanissima età».

La fascia richiede corsa e sacrificio. Una caratteristica che Birindelli conosce bene e che accompagna il suo modo di interpretare il ruolo.

«Corro 10, 11, 12 chilometri a partita cerco sempre di mettercela tutta, sbagliando, però sempre cerco di metterci sempre il massimo impegno, lo spirito e spero che si noti che non manchi mai quello».

"L'idolo d'infanzia?"

«Il mio idolo da bambino è sempre stato Pavel Nedved, perché aveva i capelli lunghi e ovviamente tifando Juve, vedendo mio padre giocare, mi piaceva la furia cieca: correva, correva tanto, si sbatteva, faceva gol».

Dalle ambizioni del nuovo Monza ai ricordi personali, passando per Juric, i compagni e il ruolo sempre più importante all'interno dello spogliatoio: Birindelli ha risposto a tutto, senza sottrarsi alle curiosità dei tifosi.

Sezione: News / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 20:22
Autore: Leonardo Ferrario
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