Il nostro Claudio Casati ha intervisto il collega di Sassuolo Antonio Parrotto, giornalista ed editorialista del sito sassuolonews.net, chiedendogli qualche approfondimento sulla gara di domani, che vedrà la squadra di Ivan Juric sfidare proprio i neroverdi. Ecco a voi l'intervista esclusiva:
Il Sassuolo, dopo la vittoria con la Juventus, sembra in stato di grazia. Si aspettava una squadra così solida ad inizio stagione?
"Sinceramente mi aspettavo un Sassuolo competitivo, perché la rosa costruita dal ds Palmieri ha qualità, ma probabilmente non mi aspettavo che raggiungesse così presto questo livello di consapevolezza. La cosa che mi sta impressionando maggiormente non sono neanche i sette punti conquistati nelle prime quattro giornate, ma il modo in cui sono arrivati. Il Sassuolo ha perso di misura a Bergamo, ha battuto il Torino, si è fatto raggiungere nel finale a Bologna e poi ha sconfitto la Juventus. Contro i bianconeri, soprattutto, ha dimostrato qualcosa in più della qualità tecnica: sul 2-2 al 91', dopo essere stato raggiunto per la seconda volta, avrebbe potuto accontentarsi e invece ha continuato a cercare la vittoria e l'ha trovata con Adzic al 94'. È un segnale di personalità. Aquilani ha detto una cosa significativa dopo la partita: la sua idea di calcio è stata assimilata velocemente grazie alla curiosità e all'atteggiamento del gruppo. Credo sia questa, al momento, la sorpresa più interessante".
Aquilani fa benissimo da subito, mentre Grosso è già stato esonerato a Firenze: è merito dell'ambiente neroverde se gli allenatori risaltano così tanto?
"Credo che l'ambiente Sassuolo aiuti molto, ma sarebbe ingeneroso ridurre tutto a quello. Aquilani ci sta mettendo parecchio del suo, così come Grosso aveva grandi meriti nelle due stagioni precedenti. Però Sassuolo offre agli allenatori qualcosa che nel calcio italiano non è affatto scontato: la possibilità di lavorare con una pressione diversa rispetto alle grandi piazze, una società abituata a programmare e una rosa costruita cercando di seguire un'idea. A Firenze Grosso ha trovato un contesto completamente differente e la sua esperienza è terminata dopo appena tre giornate, con tre sconfitte. Questo non significa che improvvisamente sia diventato un allenatore scarso, così come Aquilani non è diventato un fenomeno dopo quattro giornate. Significa però che il contesto conta tantissimo. Sassuolo storicamente ha saputo mettere gli allenatori nelle condizioni di esprimere le proprie idee e Aquilani sembra aver trovato un ambiente particolarmente adatto al suo calcio".
Contro i bianconeri sono andati a segno sia Esposito che Bowie: ad oggi chi è il titolare?
"Oggi direi che non esiste un titolare indiscutibile e probabilmente è proprio questa la situazione ideale per Aquilani. Contro la Juventus ha scelto Esposito dall'inizio e la risposta è stata eccellente: non soltanto per il gol, ma per il lavoro tra le linee e per la capacità di raccordare centrocampo e attacco. Lo stesso Aquilani ha sottolineato come Esposito possa giocare un po' da nove e un po' da dieci e ne ha elogiato la generosità. Poi è entrato Bowie al 71' e ha segnato il 2-1 all'89'. Sono due centravanti differenti e questo permette all'allenatore di scegliere anche in funzione dell'avversario. Se dovessi indicare chi parte leggermente avanti dopo la Juventus, direi Esposito per quello che può offrire alla costruzione del gioco, ma Bowie è molto più di una semplice alternativa. La sensazione è che vedremo parecchia alternanza".
Venerdì mancherà per infortunio Idzes: chi prenderà il suo posto?
"Il candidato naturale è Duje Caleta-Car. Del resto è stata già questa la scelta di Aquilani contro la Juventus quando Idzes si è fermato: il croato è entrato all'80' al suo posto. L'infortunio di Idzes pesa parecchio perché era diventato uno dei punti di riferimento della difesa e contro la Juve aveva disputato un'altra ottima partita. C'è inoltre da considerare l'indisponibilità di Walukiewicz unita a quella di Candé, quindi in questo momento le possibilità sono più limitate. Mi aspetto Caleta-Car accanto a Leysen contro il Monza. Sarà anche un test interessante per capire quanto sia profonda questa rosa quando vengono meno alcuni titolari e per valutare il croato, uno dei nuovi acquisti".
C'è qualche altro giocatore da tenere d'occhio?
"Ne direi soprattutto due: Darryl Bakola e Vasilije Adzic. Bakola è un 2007 con qualità tecniche fuori dalla norma e contro la Juventus, entrando dalla panchina, ha costruito l'assist per il 2-1 di Bowie. Adzic ormai è molto più di una sorpresa: è entrato e ha deciso la partita al 94'. Aquilani ha una rosa con tanti ragazzi interessanti che saranno presto nel mirino di grandi club. Poi terrei d'occhio anche Cinquegrano e Leysen, perché stanno accumulando minuti importanti in Serie A. Se devo scegliere il giocatore che può esplodere definitivamente nei prossimi mesi, però, dico Bakola.
Infine, l'obiettivo del Sassuolo rimane la salvezza o si punta a qualcosa in più?
"La parola corretta, oggi, resta salvezza. Dopo quattro giornate sarebbe sbagliato cambiare obiettivo perché hai battuto la Juventus, però credo che il Sassuolo abbia il diritto di verificare strada facendo quanto può essere ambizioso. Questa squadra ha sette punti, ha qualità, un allenatore bravo, giovani interessanti e giocatori esperti come Matic e Berardi che possono aiutare tantissimo nella gestione della stagione. La vittoria sulla Juve ha dimostrato che può competere anche contro avversari teoricamente superiori. Quindi partirei dalla salvezza, possibilmente da raggiungere senza soffrire, e poi guarderei la classifica. Se a febbraio o marzo il Sassuolo sarà ancora nella parte sinistra, allora sarà legittimo alzare lo sguardo. Ma credo che Aquilani faccia bene a ragionare esattamente come sta facendo: niente proclami, pensare alla partita successiva e continuare a costruire un'identità. Il Sassuolo, più che cambiare obiettivo adesso, deve scoprire fin dove può arrivare".
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