Nell’attesa sfida ra Pordenone e Monza, uno degli attesi è proprio il portiere ex dei ramarri Michele Di Gregorio. La redazione di pianetaserieb ha intervistato il suo agente, Carlo Alberto Belloni.

Dopo i problemi relativi al Covid, Michele è pronto per tornare in campo?
“Sta bene, è tornato in gruppo da settimana scorsa. In merito ai problemi legati al Covid, semplicemente un tampone è risultato positivo ma Michele non ha avuto nessun tipo di sintomo, è dovuto restare a casa per 20/21 giorni. Nel frattempo, ha avuto un fastidio alla spalla ed ha approfittato di questa sosta “forzata” per poter lavorarci su”.

La prossima non sarà una gara come le altre per lui, visto che il Monza andrà a giocare in trasferta col Pordenone. Che ricordi conserva della piazza neroverde? Sarà un po’ emozionato?
“Ha sicuramente ricordi piacevoli perché è stata la sua prima stagione, l’anno scorso, in B e sono arrivati in semifinale play-off; Sarà una gara particolare visto che giocherà da ex. Ora non sappiamo ancora se partirà titolare, il mister farà le sue scelte in settimana, ma comunque è abile, arruolabile ed ha voglia di giocare”.

Parlando di presente e quindi del Monza, tra i pali c’è molta concorrenza in particolare per la presenza di un ottimo portiere come Lamanna. E’ un imput in più per fare bene?
“Io credo che ogni giocatore per poter alzare il livello e diventare sempre più forte, professionista, debba quotidianamente inserirsi in nuove sfide. L’anno scorso aveva un portiere davanti come Bindi e dopo la seconda partita in cui Di Gregorio è subentrato, le ha poi giocate tutte. Quest’anno sicuramente troverà il suo spazio, si giocherà il posto con Lamanna. La società – come ha detto dall’inizio – non reputa un primo o un secondo, come in tutti i ruoli, ma vuole avere due portieri forti da schierare in campo a seconda delle esigenze. Noi abbiamo sposato un progetto a inizio giugno quando ancora la stagione non era terminata, ma appena c’è stata la chiamata di Galliani, per Michele non si erano prospettate altre idee nel senso che è stato subito attratto da questa destinazione, ben consapevole di entrare a far parte di un gruppo che, sulla carta, vorrebbe creare un nuovo capitolo dell’era Berlusconi-Galliani”.

A suo avviso il Monza è tra le favorite per il salto di categoria? Com’è aver a che fare col dottor Galliani?
“Sicuramente hanno fatta una squadra molto competitiva, hanno avuto un budget importante per poter allestire una squadra pronta subito a vincere il campionato. A mio avviso il campionato cadetto è il più difficile, il più combattuto ed il più strano. Risulta complicato fare analisi e pronostici. Ad esempio l’anno scorso eravamo andati al Pordenone, con la consapevolezza di doverci salvare e sono arrivati in semifinale per andare in Serie A. Non è detto che chi spende di più e chi fa la squadra più forte vincerà. C’è da dire che il Monza ha un’impronta importante: tutto lo staff che comunque ha sempre lavorato col Presidente Berlusconi, tra cui Galliani, sono, secondo me, persone privilegiate, ma per avere il privilegio di lavorare a quei livelli hanno sicuramente attenzione maniacale e non abbassano mai la guardia. Nel caso specifico, se Galliani si è mosso il 15 giugno per prendere Di Gregorio, è perché ci ha visto lungo e ha capito che è un portiere giovane, forte, di grande prospettiva che può tendenzialmente giocare tutta la vita, per dire, ma comunque sicuramente i prossimi 3/4 anni nel Monza. L’idea nostra mentalmente è quella, infatti abbiamo sposato questo progetto andando in prestito con diritto di riscatto ed eventuale triennale in caso di riscatto.”

In ultimo, quindi, l’ipotesi di un ritorno all’Inter è lontana, visto l’obiettivo dichiarato di restare al Monza?
“Se dobbiamo parlare di obiettivi a lungo raggio, l’abbiamo sempre detto e non ci nascondiamo oggi, direi che l’obiettivo è quello di tornare a giocare nell’Inter. Michele ci è cresciuto da quando ha 6 anni e abbiamo prolungato per altri 4 anni con i nerazzurri. Anche loro, quindi, hanno la consapevolezza di avere in grembo un portiere di assoluta prospettiva. Vice Handanovic? Lo sloveno ha 32/33 anni, Michele ne ha esattamente 10 in meno. Il percorso che ha portato Handanovic a diventare portiere e capitano dell’Inter, Di Gregorio lo farà e noi ci siamo immaginati di poterlo fare appunto col Monza, che ha grandi progetti e ambizioni, non si sono nascosti nel dire che vogliono vincere il campionato di B e una volta arrivati in A non vogliono fare le comparse”.

Sezione: Focus / Data: Ven 20 novembre 2020 alle 16:46
Autore: Emanuele Dell'Anna
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