In un'intervista rilasciata a "Chiamarsi Bomber" Samuele Vignato ha raccontati vari suoi ricordi sulla sua esperienza monzese, arricchita da 49 presenze e 2 reti, di cui una in Serie A.

Vediamo degli estratti dell'intervista:

Nell’estate del 2021 Galliani ti volle fortemente al Monza. Ti chiamò personalmente lui?

“Quell’estate il Chievo fallì e avevo diverse proposte ma la maggior parte erano per la Primavera. Io però volevo giocare in prima squadra e quando mi chiamò Galliani non potevo dirgli di no e accettai subito. Avevo 17 anni e non riuscivo a credere di parlare con una leggenda come lui. Spinse tanto per avermi, mi riteneva il suo ‘gioiellino’. Era sempre presente e disponibile, potevi parlargli di qualsiasi cosa”.

Hai conosciuto anche Silvio Berlusconi?

“Ha partecipato a qualche cena di squadra e raccontava sempre barzellette. Anche lui era molto disponibile, mi ricordo che durante il lockdown mi chiamò per sapere come stavo. Non era per nulla scontato. Poi ricordo che quando fummo promossi in Serie A, venne nello spogliatoio a festeggiare con noi. È stato bellissimo”.

Hai esordito in Serie A grazie a Palladino. Che allenatore è?

“È fantastico. I suoi allenamenti sono pesanti ma poi in partita ti senti bene e sai cosa fare in campo. Giocava col trequartista ed era l’ideale per me. Inoltre ha un gioco offensivo, gli piacciono i giocatori estrosi e ti lascia libero di provare la giocata. Ricordo che ci spronava dandoci tanti giorni liberi dopo le partite”. 

A Monza hai giocato con Di Gregorio che non sta vivendo un periodo positivo alla Juve. Pensi che la maglia bianconera pesi troppo o è solo un momento?

“È solo un periodo, passerà presto perché ha grande personalità. Non ho mai visto un portiere così forte, in allenamento era devastante in tutte le fasi: parate, gioco di piedi, esplosività. È un gatto. Merita di giocare nella Juve perché è un portiere incredibile. Ricordo che quando segnai il primo gol contro la Salernitana, durante l’intervista post partita mi sfotteva chiedendomi se potesse farsi una foto con me”.

Ti aspettavi maggiore considerazione dal Monza e dai club italiani la scorsa estate?

“Sinceramente no. Non ho ancora dimostrato tanto per colpa della pubalgia. E poi volevo andare via all’estero per giocare. Avevo propria voglia di provare un’esperienza fuori dall’Italia”.

In cosa ti senti migliorato rispetto a quando giocavi a Monza e cosa ti manca per il definitivo salto di qualità?

“Mi sento migliorato fisicamente: c’era un periodo in cui giocavamo ogni 3 giorni e riuscivo a tenere il ritmo dei 90′. Per il salto di qualità mi manca fiducia in me stesso: a volte non mi sento di fare la giocata. Anche se adesso sento la fiducia del mister e dei compagni. Devo migliorare anche sotto porta, mi manca un po’ di cattiveria”.

Sezione: Ex Biancorossi / Data: Gio 12 marzo 2026 alle 11:15
Autore: Claudio Casati
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