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Stroppa: “La società mi è vicina, la sosta è servita. Mazzitelli e Barberis…”

Stroppa: “La società mi è vicina, la sosta è servita. Mazzitelli e Barberis…”

Il tecnico del Monza presenta la sfida di domani contro il Parma: "A livello avanzato è la più forte della categoria"

Redazione Tuttomonza

Big match dell'ottava giornata del campionato di Serie B: il Monza affronta il Parma, nella sfida tra le due protagoniste annunciate di questa stagione. Giovanni Stroppa, tecnico biancorosso, presenta così la sfida del Tardini, in programma domani alle ore 16:15.

Dopo la sconfitta con il Lecce può essere scoccata la scintilla? La società ha dimostrato molta vicinanza alla squadra.

"La società mi è sempre stata vicina, non è cambiato nulla. La squadra è piacevole allenarla ogni giorno, cresce, a livello fisico in queste due settimane secondo me abbiamo svoltato. Dobbiamo portare in partita quello che facciamo in allenamento. Anche a Lecce si poteva fare di più, ma c'è stata una buona prestazione a livello caratteriale, poi dopo il secondo gol ci siamo lasciati andare e questo non deve assolutamente succedere".

Il fatto che il Parma abbia incontrato difficoltà in questo inizio la conforta in rapporto al percorsso di crescita del Monza?

"Devo essere sincero: non guardo il Parma o altre squadre. Siamo partiti da zero, si è data una certa idea, poi è chiaro che i risultati fanno la differenza in autostima e convinzione. Dobbiamo migliorare nella gestione della palla: noi non subiamo gli avversari. Siccome siamo bravi, non dobbiamo regalare ripartenze gratuite o creare azioni importanti e sbagliare la scelta. Questa pressione mi piace sentirmela addosso: non posso far finta di niente, lavoro in qualsiasi ambiente per vincere tutte le partite, figuriamoci qui che ho a disposizione tutto per poter vincere. Dobbiamo fare qualcosa in più, io per primo".

Com'è andato il lavoro in queste settimane di stop? Possiamo aspettarci qualche novità tattica?

"La squadra, per come lavora in campo, ha un'idea abbastanza consolidata. Trovare un'alternativa è un'idea che non mi dispiace, ci stiamo lavorando da tempo: non so se domani la metterò in pratica, già con il Lecce abbiamo cambiato qualcosa nel secondo tempo. Ci sono le caratteristiche per poterlo fare, vediamo strada facendo. Il fatto di non aver giocato, di aver lavorato e migliorato la qualità degli allenamenti: la squadra credo abbia svoltato in fase atletica. Abbiamo avuto la fortuna di reintegrare i ragazzi infortunati, abbiamo lavorato a ranghi completi, migliorato la condizione di Mazzitelli e Barberis, e questa è una cosa confortante. La squadra mi piace, per l'intensità e il ritmo che mette in allenamento".

Dany Mota, in un 4-3-3, può far meglio da centravanti o da esterno?

"Penso che possa fare entrambi i ruoli. Bisogna lavorare: si cerca di dare delle idee, prima di farsi male giocava da punta di riferimento. Lui può fare la prima punta ma anche l'esterno".

Come sta Favilli? Cosa si aspetta da lui?

"Mi aspetto prima di tutto che guarisca. I tempi di recupero non li conosco, non voglio espormi, lo staff medico può rispondere meglio di me. Vediamo quando e come rientrerà, servirà anche tempo per rimetterlo in condizione".

C'è mai stata la possibilità di portare Buffon a Monza?

"Non c'entra niente Buffon con il Monza. Con il dottor Galliani, appena mi sono insediato qua, avevo subito chiesto di riportare Di Gregorio, che mi sembra un fuoriclasse. È un valore aggiunto per la categoria, penso che possa fare anche una categoria superiore. Io arrivo da una categoria superiore, ho viso il materiale che c'è in Serie A, e penso che Di Gregorio possa starci alla grandissima".

Ha sentito il presidente Berlusconi?

"Mi chiama sempre. La società mi è stata vicina, nel quotidiano non manca nulla per fare l'allenatore".

La sosta è servita per smaltire la batosta di Lecce o era meglio giocare subito?

"Avevo la sensazione che la squadra avesse bisogno di un po' di tempo per recuperare e preparare questa partita. Finita la sfida con il Lecce li ho visti veramente abbattuti. Io volevo ripartire e giocare subito. Dal primo allenamento li ho visti sul pezzo, con voglia di rivalsa. Con il Lecce sono stati fatti errori evitabili, i primi 10 minuti del secondo tempo sono stati ottimi, poi, preso il secondo gol, ci siamo abbattuti".

Quali sono le insidie principali della sfida contro il Parma? Che effetto farà giocare in uno stadio come il Tardini?

"Le insidie sono la qualità e l'identità che questo allenatore ha dato alla squadra: Maresca mi piace. Come noi probabilmente ha avuto degli stop. Dico che, a livello di reparto avanzato, è una delle squadre più forti, se non la più forte della categoria. Giocare al Tardini ci si può sentire dei privilegiati: è uno stadio storico, all'inglese, è bellissimo giocarci, il campo è bello, le tribune vicine. Credo non ci sia di meglio per poter pensare di fare questo mestiere. Domani ci sarà un'atmosfera e una scenografia che non appartengono a questa categoria".

Quanto manca a Mazzitelli per essere al top?

"In allenamento è quasi a posto. Purtroppo ha avuto questo problema alla spalla in un momento in cui stava benissimo. Quando si è presentato in ritiro era in grande spolvero, poi ha avuto questo stop e ha frmato il suo percorso di crescita tecnico e fisico. Come Barberis è stato per lungo tempo fuori, sono rientrati quando ci sono state 4-5 partite consecutive e hanno giocato sempre, ci poteva stare una flessione naturale. In questo momento vedo entrambi molto bene".

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