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Galliani: “Quello di oggi un altro calcio. Su Pessina ricordo…”

Adriano Galliani attends the Second Edition Of 'The Festival Of Sport' In Trento'Il Festival dello Sport' in Trento, Italy, on 11 October 2019. From 10 to 13 October 2019 the second edition of the Festival of Sport, which will have a national and international dimension, thanks to the caliber of the expected guests and the topics covered. The organizers are the first Italian sports daily, La Gazzetta dello Sport, and Trentino. (Photo by Massimo Bertolini/NurPhoto via Getty Images)

Alla presenza del Presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini si è celebrato l'inizio del periodo di trattative di mercato. Presente anche l'amministratore delegato del Monza, che ha ripercorso alcune tappe della sua lunga e vincente carriera.

Stefano Pontoni

Grande protagonista sul palco del Grand Hotel di Rimini in occasione dell’evento di apertura del calciomercato estivo, Adriano Galliani ha parlato del grande cambiamento che il calcio ha subito negli ultimi anni: "Quello di oggi è un altro calcio. Berlusconi aveva in testa una sola cosa, diventare il club più vincente al mondo e non c'erano budget, poi a fine anno si tiravano i conti. Era un calcio diverso, era più bello. Era un periodo romantico. È un mondo che oggi non c'è più".

L'amministratore delegato biancorosso ha svelato poi un aneddoto di mercato relativi al suo passato al Milan: "Baggio nel 1990 non arriva al Milan dopo una chiacchierata tra Agnelli e Berlusconi. Io avevo già firmato con Caliendo (agente di Baggio all'epoca, ndr) e in quel momento ci chiama l'avvocato e arriva poco dopo un suo elicottero. Andiamo in Corso Marconi e l'avvocato chiede a Berlusconi di lasciargli Baggio, perché non poteva continuare a vincere lui. Io urlavo, non volevo mollare Baggio ma Berlusconi diede la sua parola all'avvocato e Baggio andò alla Juve”.

Gallaini ha infine raccontato l'acquisto di Pessina: "Il Monza fallì il 1 luglio 2015. Potevo prenderlo a zero, vennero da me il 30 giugno curatore fallimentare e papà di Pessina e mi dissero che avevano bisogno di 30mila euro per pagare i dipendenti: quindi decidemmo di comprarlo per 30mila euro, anche se il giorno dopo sarebbe potuto arrivare a zero. Però in quel modo lo soffiamo all'Inter".

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