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Clima infuocato per la riforma dei campionati: cambiamenti in vista

Clima infuocato per la riforma dei campionati: cambiamenti in vista

Uno schema che verrebbe sicuramente incontro alle richieste della Lega B che negli scorsi mesi aveva deliberato la volontà di scendere da 4 a 3 retrocessioni: il punto

Niccolò Anfosso

È solamente una proposta, allo stato attuale. Ma una proposta su cui in Federazione si discute da tempo: la riforma dei campionati è una tematica che si ripropone ciclicamente, e quest'oggi nel palazzo federale si parlerà proprio di questo, anche alla luce del fatto che il presidente Gravina abbia più volte sostenuto che, entro la data del 31 luglio, andasse sbrogliata la matassa della riforma. Le varie leghe non se le sono mandate di certo a dire in questi mesi, sarà difficile trovare una quadra che vada bene per tutti. La proposta più papabile al vaglio degli organi federali è la seguente: campionati professionistici a 18 squadre. La vera novità, però, sarebbe rappresentata dalla B2 (o C d'elite), che raccoglierebbe i club più blasonati dell'attuale terza serie. Si tornerebbe, all'atto pratico, alla vecchia distinzione tra C1 e C2, con la differenza che i gironi rimarranno tre e uno starà sopra agli altri due. Uno schema che verrebbe sicuramente incontro alle richieste della Lega B che negli scorsi mesi aveva deliberato la volontà di scendere da 4 a 3 retrocessioni: introducendo una serie cuscinetto, più prestigiosa dell'attuale C unica, ma mantenendo 4 promozioni dalla terza serie (3 dirette e una ai play off). L'obiettivo è quello di partire già a partire dalla prossima stagione, deliberando le norme entro fine mese. Ma il clima è infuocato: gli scontri politici saranno tanti, quale soluzione prevarrà? Di certo la strada per la riforma è tracciata e aspetta solo di essere percorsa.

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