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Pisa, D’Angelo: “Monza e Parma le migliori prestazioni. Non parliamo di Serie A”

Getty Images

Il tecnico della formazione toscana predica calma: "Questo momento lo viviamo con tranquillità, sappiamo bene quante insidie ci sono"

Redazione Tuttomonza

Luca D'Angelo, tecnico della capolista Pisa, ha concesso un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "È bello sapere che la passione di questi tifosi è rimasta la stessa ed è un vantaggio, oltre alla garanzia di una proprietà solida".

Allena il Pisa dal 2018, in Serie B nessuno è più longevo.

"C’è stato subito un ottimo feeling con la famiglia Corrado, anche a livello umano. Ci abbiamo creduto, siamo cresciuti e il feeling si è consolidato".

Essere al centro di un progetto a lunga durata quanto è gratificante per un allenatore?

"Tanto, anche perché la piazza è molto calda. Avere fiducia dalla società ti fortifica. E poi si conoscono meglio le cose e le persone, si superano tanti intoppi".

Sarebbe potuto andare via?

"Per mia volontà no. Solo quest’estate c’è stata qualche richiesta, ne ho parlato subito con la società, ma non ho avuto dubbi: volevo continuare con il Pisa".

Nel Pisa capolista ci sono ancora giocatori che c’erano in C, anche questa è continuità.

"Non aveva senso rinunciare a giocatori che hanno vinto la C e sfiorato i playoff di B. A volte nel calcio si cambia tanto per cambiare, noi solo se necessario".

C’è continuità, ma la sua squadra non ha mai lo stesso volto: da cosa dipende?

"Il modo di attaccare è sempre lo stesso, cambia solo il modo di difendere in base agli avversari. Anche in C facevamo così".

La Serie D l’ha vinta al suo debutto in panchina con il Rimini, la Serie C al primo anno di Pisa. E la Serie B quando?

"Più si sale, più è difficile. Questo momento lo viviamo con tranquillità: conosciamo bene la categoria, sappiamo bene quante insidie ci sono. Nello spogliatoio non parliamo di A".

Come spiega una partenza con 5 vittorie e un pareggio in un campionato così tosto?

"Siamo stati avvantaggiati dall’aver costruito la squadra in anticipo, in ritiro c’era l’80% dei giocatori e abbiamo potuto lavorare da subito sui nostri concetti. Un vantaggio poi sfruttato".

Quanto valgono i 4 punti con due big come Monza e Parma?

"Ci hanno dato convinzione e fiducia, sono state le migliori prestazioni delle prime sei".

Cosa l’ha sorpresa del Pisa?

"A Parma dopo l’1-1 temevo un calo. Invece abbiamo ripreso a giocare: potevamo perdere, ma anche vincere. L’anno scorso forse non sarebbe stato così".

Potrete migliorare ancora?

"Dipende da come ci alleniamo. In B non ci sono giocatori che vincono da soli: se il gruppo è ben organizzato hai vantaggi".

È vero che in questi anni a Pisa non è mai salito sulla Torre?

"Solo perché sono pigro".

Per la A ci andrebbe?

"Ci vado a prescindere, ma se andiamo davvero in A salgo a sventolare la bandiera del Pisa".

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