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Lepore: “Triestina, ecco cosa non è andato. Potrei andare al Catanzaro”

Lepore: “Triestina, ecco cosa non è andato. Potrei andare al Catanzaro”

L'ex difensore del Monza parla dell'ultima parte di stagione a Trieste e delle prospettive future

Domenico Fabbricini

Tra gli svincolati di lusso di questo mercato estivo ci sarà anche Franco Lepore, l'ex Lecce aveva iniziato la stagione con il Monza per poi passare a gennaio alla Triestina. Stagione conclusa senza la promozione in B e contratto ora scaduto. Il 35enne difensore ha parlato così ai microfoni di Tmw.

Tra qualche giorno le varie squadre partiranno per il ritiro. Dove vedremo Lepore?

“So che il mio procuratore ha sentito il Catanzaro, ci sono dei colloqui in corso e vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane. Hanno un allenatore come Calabro che, secondo me, è molto importante per la categoria”.

Come sta fisicamente?

“Sto bene, ho voglia di giocare e non vedo l’ora di trovare una soluzione e di partire in ritiro con la mia nuova squadra. Le motivazioni fanno la differenza ,ne ho tante e sono carico. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, aspetto novità dal mio agente e voglio sposare un progetto ambizioso”.

Come si stanno muovendo le altre società e che serie C dobbiamo aspettarci?

“Le squadre che si muovono in anticipo secondo me vogliono fare un qualcosa di importante nel campionato che verrà, partire quasi al completo per il ritiro è un’ottima cosa e consente di lanciare un messaggio inequivocabile alla concorrenza e ai tifosi. Il Pescara ha fatto una grande scelta con Auteri, allenatore esperto che ha vinto tanto. L’Avellino ha riconfermato gente come Di Somma e Braglia, due combattenti che non mollano mai e che hanno la mentalità vincente. So che il Padova voleva Pavanel e ha blindato il direttore Sogliano. Vedo movimenti interessanti sulle varie panchine, questo renderà il campionato di C ancora più avvincente”.

Finita la sua avventura a Trieste?

“La priorità è la Triestina, però ad oggi non ho ricevuto nessuna chiamata e sono svincolato. Giustamente mi sto guardando attorno, come giusto che sia”.

Cosa non ha funzionato? Rosa importantissima, rinforzi di spessore a gennaio e poi eliminazione precoce ai playoff…

“Il Covid ha rappresentato un ostacolo, molti calciatori sono mancati nei momenti topici a causa di questa malattia. Le colpe dei giocatori ci sono, è chiaro. Siamo noi a scendere in campo e dobbiamo assumerci le nostre responsabilità senza scaricarle sull’allenatore. E’ andata male, ci tenevamo tutti a conseguire un risultato diverso. Avevo accettato perché avevo voglia di giocare: da giovane devi farti conoscere, quando superi i 30 anni devi dimostrare che il fisico regge e hai tanti anni di carriera davanti. Ho avuto il mio spazio e credo di aver ripagato la fiducia nel migliore dei modi. Peccato davvero per l’epilogo playoff”.

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