editoriale

Quel “Turbo Monza” di fine anni Settanta (seconda parte)

Quel “Turbo Monza” di fine anni Settanta (seconda parte)

Reduce dall'atroce beffa della stagione precedente, che ha visto sfumare la promozione all'ultima giornata, il Monza si presenta al campionato cadetto 1977-'78 con l'intento di centrare lo storico traguardo. Tale edizione della...

Giuseppe Livraghi

Reduce dall'atroce beffa della stagione precedente, che ha visto sfumare la promozione all'ultima giornata, il Monza si presenta al campionato cadetto 1977-'78 con l'intento di centrare lo storico traguardo. Tale edizione della Serie B vede in lizza, oltre ai brianzoli, anche compagini di piazze importanti quali Cagliari (sconfitto la stagione precedente negli spareggi-promozione con Atalanta e Pescara), Palermo e Sampdoria, quindi tanti si chiedono se la grande avventura del 1976-'77 sia stata un fatto occasionale oppure se il Monza possa confermarsi tra le “grandi”. L'annata inizia ad agosto, con la prima fase della Coppa Italia, che viene superata con merito: inseriti nel girone in compagnia di Bologna, Lazio (entrambe compagini di Serie A), Varese e Ternana, i “bagai della Brianza” conquistano il passaggio alla fase successiva giungendo al primo posto, grazie ai successi con Ternana (3-0 in casa) e Bologna (decisivo 3-2 interno all'ultima giornata) e al pareggio 0-0 in quel di Varese, che rendono ininfluente l'unica sconfitta, patita a Roma al cospetto dei laziali (1-2). Tuttavia, le successive sfide di campionato sono sconcertanti, con quattro sconfitte nelle prime cinque giornate: allo 0-1 di Modena (esattamente dove svanì la promozione pochi mesi addietro) fanno seguito l'1-2 interno col Cesena, lo 0-2 di Palermo, l'1-1 casalingo con l'Avellino e lo 0-1 esterno con la Ternana, per un bottino di un solo punto in classifica. C'è da preoccuparsi? Per niente, perché il 2-1 della sesta giornata sul Brescia è la svolta della stagione: tra alti e bassi (con tanti successi in casa e troppe sconfitte in trasferta), i brianzoli recuperano posizioni, con lo scatto decisivo che sembra quello tra la trentaduesima e la trentaseiesima (terzultima) giornata, quando (a seguito della sconfitta per 0-2 nello scontro diretto esterno col Catanzaro) vengono conseguiti, nell'ordine, i pareggi con Sampdoria (0-0 in casa) e Cremonese (0-0 in trasferta) e i successi con Rimini (1-0 in Romagna, con rete di Massimo Silva all'89'), Lecce (1-0 in casa, grazie a una realizzazione di Walter De Vecchi al 24') e il capoclassifica Ascoli (4-2 in casa), che valgono il terzo posto in classica (40 punti) a due giornate dalla fine, a pari merito con l'Avellino, a una sola lunghezza dal Catanzaro (secondo a 41). Il primo posto, invece, è già dell'Ascoli, dominatore del campionato con 57 punti, destinati a diventare 61 a fine annata. La penultima giornata ha in programma Avellino-Cagliari, Rimini-Catanzaro e Pistoiese-Monza, con gli irpini opposti ai già salvi isolani, mentre calabresi e monzesi sono ospiti di compagini in lotta per la salvezza: gli avellinesi hanno la meglio per 1-0 sui sardi, il Catanzaro impatta per 0-0 in Romagna, mentre il Monza cade per 0-2 in quel di Pistoia, per via della doppietta di Giovanni Carlo Ferrari, a segno alla fine del primo tempo (44') e all'inizio della ripresa (51'). Alla vigilia dell'ultima partita di campionato, quindi, la classifica dice: Ascoli (già promosso) 59, Catanzaro e Avellino 42, Monza 40, il che significa che l'unica speranza per i brianzoli si chiama spareggio (o spareggi, in caso di arrivo a pari merito con catanzaresi e avellinesi). L'ultimo turno vede l'Avellino ospite della già tranquilla Sampdoria, con Catanzaro e Monza impegnate in casa rispettivamente con Como (già retrocesso) e Taranto (già salvo): il perentorio 4-0 brianzolo ai pugliesi serve solo per la statistica, poiché irpini e calabresi fanno appieno il loro dovere (anzi, vanno addirittura oltre, in quanto sarebbe stato sufficiente pareggiare), vincendo per 1-0. Pur non toccando i livelli esaltanti della stagione precedente, il Monza manca la promozione in Serie A per la seconda stagione di fila, ancora una volta a causa di una sconfitta sul campo di una compagine in lotta per la salvezza, mentre in massima divisione salgono Ascoli, Catanzaro e (per la prima volta) Avellino: gli irpini saranno una delle sorprese del decennio successivo, militando nell'olimpo del calcio nazionale fino al 1987-'88. Ormai diventato una delle grandi della cadetteria, il Monza può solo archiviare la stagione 1977-'78, progettando l'annata successiva. Sarà, appunto, nel 1978-'79 che il sodalizio monzese si avvicinerà maggiormente a quel grande sogno chiamato Serie A...